RIPRODUZIONE TARTARUGHE ACQUATICHE & PALUSTRI

accoppiamento cuora

Una volta raggiunta la maturità sessuale, che varia in base agli anni e alle dimensioni dell’esemplare, il maschio sottopone la femmine a ripetuti corteggiamenti che in molte specie possono essere piuttosto violenti, provocando negli esemplari gravi ferite sul collo e sulle zampe. La fase di corteggiamento ed accoppiamento delle tartarughe acquatiche avviene con modalità diverse a secondo la specie e non tutte sono conosciute, visto che nel maggior numero dei casi sia il corteggiamento che la riproduzione avvengono in acqua in profondità relativamente alta o nelle ore notturne.  Le femmine pronte per la deposizione sono di solito rinvenibili molto più soventemente fuori dall’acqua (a partire da 2-3 settimane prima della deposizione). Sono anche meno attive; le uova sono facilmente palpabili, ma sono molto fragili e quindi una mano inesperta potrebbe facilmente romperle e provocare delle lesioni interne alla femmina che possono portare anche alla morte. Le deposizioni avvengono in genere nella stagione calda, ma non sono rari i casi di riproduzione fuori periodo in acquaterrario, quindi in caso si allevino esemplari adulti di sesso opposto è bene creare all’interno della struttura una zona deposizione facilmente accessibile che può essere formata da una semplice vaschetta con all’interno 20cm di sabbia di fiume o vermiculite.  Le deposizioni in un luogo esterno di solito avvengono in zone soleggiate in prossimità di zone con folta vegetazione. Le deposizioni avvengono a partire dal tardo pomeriggio (le più precoci depongono verso le 18)  fino alle 23, 24 di notte. Bisogna quindi attrezzarsi con una buona torcia e pazientare senza disturbare le tartarughe.
Le femmine scavano una piccola buca di dimensioni e profondità variabili in base al soggetto e alla specie. Il nido verrà scavato con le zampe posteriori; le femmine urinano per rendere la terra più soffice e quindi facilitare lo scavo.  Dopo aver deposto le uova nel nido, la femmina chiuderà la buca passandoci sopra svariate volte per cancellare le tracce. Il numero di uova deposte varia da specie a specie. Il guscio delle uova è calcareo, ma molto fragile perché è sottilissimo. Si consiglia dunque di manipolarle con estrema cautela. La durata d’incubazione varia sia a seconda della specie che della temperatura ambientale; se la specie che ha deposto è originaria dei climi temperati è possibile lasciar fare alla natura, cioè lasciare le uova nel nido e aspettare che i piccoli nascano in modo naturale. Per aver un buon numero di nascite si consiglia di posizionare le uova in un’incubatrice. In caso di riproduzione di esemplari esotici, quindi provenienti da climi molto diversi dai nostri, è opportuno trasferire le uova in incubatrice, prelevando dal nido le uova e avendo cura di non girarle dalla posizione in cui si trovano. Andranno parzialmente interrate in un contenitore di plastica con circa 5 cm di vermiculite, terriccio o perlite, e sistemate quindi in un’incubatrice. In commercio esistono svariati modelli d’incubatrice, tuttavia non è difficile costruirne una artigianale procurandosi un semplice contenitore isolante (ad esempio un frigo portatile), un termo riscaldatore per acquari o un cavetto riscaldante. E’ necessario disporre di un termometro e di un igrometro che consentono di stabilire al meglio temperatura massima e minima ed umidità all’interno dell’incubatrice. Il coperchio del contenitore va ovviamente chiuso assicurandoci che la condensa non finisca sulle uova, quindi è opportuno sistemare sopra le uova una lastra di vetro o plexiglas disposta in modo obliquo (la condensa si raccoglie lì ma la pendenza la fa scorrere ai lati, impedendo la ricaduta sulle uova).
Può capitare di ritrovare nella parte emersa o nell’acqua uova abbandonate; nella maggior parte dei casi queste non sono feconde ma è bene incubarle ugualmente. Se dopo un determinato periodo l’uovo non mostra alcun segno di vita al suo interno o assume un colorito giallo è consigliato scartarlo.

deposizione acquatiche

Accoppiamento palustri

Accoppiamento Pelodiscus

Esempi di accoppiamento tra acquatiche e palustri.

riproduzione acquatiche

Nascita Trachemys scripta elegans

riproduzione tartarughe acquatiche

 

Sacco vitellino

Sternotherus carinatus con sacco vitellino non del tutto assorbito

riproduzione tartarughe acquatiche

Sequenze di foto che rappresentano la nascita di tartarughe appartenenti alla famiglia delle kinosternidae

speratura uovo

Speratura su uovo di Pelodiscus sinensis dopo 22 giorni di incubazione.

Le foto sono state fornite da: Dany, Adele, Guscioduro, JcDenton

forum

Iscrivendoti al Forum potrai incontrare tanti altri appassionati di tartarughe, discutere con loro e chiedere consigli su come far vivere meglio e pił a lungo le tue piccole amiche.

Clicca sul pulsante per accedere al forum

E' Gratis!

tartaruga