Patologie

con la consulenza del dott. Marco Bonazza Foselli

 

Questa sintetica ma utile sezione non ha l’intento di indicare come curare le più frequenti malattie, ma solo quello di dare consigli  su cosa si può o cosa non si può fare in caso si riscontri una patologia sulle nostre piccole. Improvvisarsi dottori di tartarughe è un'impresa assai rischiosa: il più delle volte sorgeranno delle complicanze ancor peggiori di prima.
Meglio non sottovalutare anche i più piccoli ed insignificanti problemi: osservando ogni giorno le proprie beniamine è possibile rendersi conto se c’è qualcosa che non va.
Alla base di un buono stato di salute del proprio animale c’è l’alimentazione corretta e la stabulazione ottimale, quindi non sottovalutiamo questi aspetti abbastanza elementari ma nello stesso tempo molto importanti.


MOM ( malattia ossea metabolica)

Questa patologia è causata da alimentazione scorretta e condizioni di allevamento fuori dalla norma. Si manifesta con deformazioni delle ossa e della corazza (carapace morbido al tatto, innalzamento delle parti marginali della corazza, allungamento del ponte, schiacciamento ecc….).
Le cause principali che possono portare a questa malattia sono: carenza di calcio o somministrazione di alimenti con troppo fosforo, mancata esposizione ai raggi UVA-UVB con conseguente carenza di vitamina D3.
I sintomi clinici sono rappresentati dalla deformazione permanente delle ossa e corazza che possono provocare difficoltà di movimento e/o di nuoto e nei casi più gravi inappetenza.
Primo intervento: integrazione di calcio ed esposizione a raggi UVA-UVB.
Contattare il veterinario.

Mom (malattia ossea metabolica)

Mom (malattia osseometabolica)

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PIRAMIDALIZZAZIONE

Se la dieta è troppo proteica, può verificarsi il fenomeno della piramidalizzazione degli scuti del carapace.
Anche l’allevamento in spazi ristretti, con conseguente scarsità di moto, può favorire la comparsa di queste gobbette, che non sono solo antiestetiche, ma possono essere accompagnate da problemi agli organi interni.
Interventi: modificare l’alimentazione, passando ad una dieta vegetariana con alimenti ricchi di calcio e poveri di fosforo; migliorare la stabulazione.
Le “gobbette” purtroppo non spariranno, ma con la crescita si noteranno sempre meno.

Piramidalizzazione

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GOTTA

Fra le varie malattie nutrizionali è presente anche la gotta causata da un eccesso di proteine nell’alimentazione o da un alimentazione scorretta e poco varia.  Un'altra causa che aiuta l’insorgere della patologia è la disidratazione o la presenza di patologie renali. Provoca una difficile circolazione sanguigna, edemi e gonfiori negli arti anteriori e posteriori, deformazioni al carapace ( effetto piramidalizzazione degli scuti).
I sintomi clinici sono: inappetenza, arrossamenti cutanei ( causati da una difficile circolazione del sangue), difficoltà di movimento.
Primo intervento: reidratare l’animale.
Contattare il veterinario.

Gotta

Gotta

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IPOVITAMINOSI A

È causata da un’alimentazione scorretta e da carenze vitaminiche, in particolare della vitamina A, accompagnata da condizioni igienico-sanitarie abbastanza precarie. La carenza di questa vitamina causa un modificazione cellulare, in molti casi a livello oculare. È una patologia comune nelle acquatiche e meno frequenti invece nelle tartarughe terrestri, in quanto molti vegetali sono ricchi di vitamina A.
La carenza di vitamina A inoltre svolge un ruolo anche nell’insorgere di patologie al fegato e all’apparato uditivo.
L’animale soggetto a questa patologia, oltre ad esser inappetente e poco attivo, manifesta l’infiammazione di entrambi gli occhi con conseguente cecità temporanea, proprio perché il rigonfiamento delle zone oculare tende a fa tenere chiuse le palpebre.
Primo intervento: lavaggio con acqua debolmente salata (5 grammi per litro) , se acquatica somministrare cibo come fegato o carota molto ricchi di vitamina A.
Contattare il veterinario.

Ipovitaminosi A

Ipovitaminosi A

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CONGIUNTIVITE

È la conseguenza dell’utilizzo di sub-strati sabbiosi e polverosi, che provoca l’arrossamento delle palpebre di uno o entrambi gli occhi, causando cecità temporanea. Le tartarughe soggette a questo tipo di patologia presentano inappetenza e torpore.
Primo intervento: lavaggio con acqua debolmente salata (5 grammi per litro).
Contattare il veterinario in caso di peggioramenti.

congiuntivite

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SCUD (Setticemia)

È una malattia infettiva causata da un’infezione batterica che si innesta su lesioni superficiali o da un insediamento di organismi patogeni nel sangue e nei tessuti. Si manifesta con lesioni ulcerative invase da materiale necrotico, che colpiscono spesse volte il piastrone e possono estendersi fino alla cute.
Le cause sono rappresentate da condizioni igienico-sanitarie abbastanza precarie, da lesioni non disinfettate e curate e spesse volte anche dal tipo di alimentazione (il gammarus essiccato può facilmente veicolare gli agenti infettivi della SCUD).
L’animale colpito manifesta torpore e inappetenza.
Primo intervento: isolare il soggetto da altri esemplari, spostarlo in una struttura pulita e priva di sub-strato, se è acquatica è consigliabile tenerla all’asciutto facendo un bagno ogni 3-4 ore per reidratarla.
Contattare urgentemente il veterinario.

Scud

Scud ( setticemia )

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MICOSI

Patologia causata dall’insediamento di funghi nella cute o nella corazza, spesso è associata ad una mancata esposizione ai raggi ultravioletti, a condizioni igienico-sanitarie molto precarie; l’insorgere può essere favorito da traumi o stress che riducono notevolmente le difese immunitarie.
Questo tipo di malattia si presenta con la comparsa di macchie chiare di varia grandezza su pelle e sul carapace; spesso l’animale colpito diventa poco attivo e inappetente.
Primo intervento: esposizione a raggi UVA-UVB. Se si tratta di un’acquatica frequenti cambi di acqua decantata e leggermente salata ( 5 grammi per litro).
Contattare urgentemente il veterinario.

Micosi

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RINITE e POLMONITE

La rinite è un infezione alle prime vie respiratorie causata soprattutto da alimentazione sbilanciata, sbalzi termici, spifferi d’aria; nelle acquatiche anche se vengono allevate con acqua più calda dell’aria che respirano.
I sintomi clinici sono scolo nasale, e nei casi più gravi respirazione a bocca aperta.
È una patologia abbastanza contagiosa quindi è consigliato separare l’animale infetto da tartarughe sane. Se si sottovaluta o non si prendono immediati provvedimenti per contrastare la patologia, la rinite potrebbe evolversi in polmonite, molto simile alla rinite. I sintomi sono: inappetenza, depressione, difficoltà respiratoria, bocca quasi sempre aperta, respirazione rumorosa, scolo nasale, movimento a scatti della testa e del collo, emissione di bava dalla bocca e, nelle acquatiche, tendenza a rimanere fuori dall’acqua a causa del galleggiamento irregolare. Gli esemplari affetti devono essere isolati perché è una patologia molto contagiosa che può provocare all’animale seri danni e perfino la morte.
Primo intervento: alzare la temperatura del ternario o acqua terrario.
Contattare urgentemente il veterinario.

Polmonite Rx

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ASCESSO AURICOLARE

È una malattia infettiva causata da stress e quindi carenze immunitarie. È spesso associata a mancanza di igiene, alimentazione scorretta e temperature ed umidità fuori dai parametri consigliati. La protrusione del timpano si presenta con tumefazioni sottocutanee formate da una raccolta di materiale sebaceo nel canale uditivo.
Molto spesso il rigonfiamento singolo o di entrambi i timpani può causare difficoltà di movimento e difficoltà nel ritirare la testa all’interno del guscio.
Primo intervento: se è acquatica lasciarla all’asciutto spruzzando ogni tanto acqua tiepida per la reidratazione.
Contattare urgentemente il veterinario.

Ascesso auricolare

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PARASSITOSI CUTANEA

Si presenta quando c’è l’insediamento di un corpo parassita sulla cute o sulla corazza dell’animale:
I parassiti più comuni delle testuggini terrestri o semi-acquatiche sono le zecche e le larve di mosca; per le tartarughe acquatiche sono le sanguisughe, i pidocchi delle carpe e piccoli crostacei. Tutti questi parassiti possono esser rimossi manualmente con l’aiuto di una pinzetta, ma è consigliata in ogni caso la mano esperta di un veterinario. I parassiti esterni possono provocare lesioni o arrossamenti di lieve entità, ma da non sottovalutare per evitare infezioni secondarie.
Molte volta le tartarughe infestate da parassiti  manifestano difficoltà di movimento e indebolimento.
Viene sconsigliato l’utilizzo di antiparassitari per cani o gatti, potrebbero essere tossici per le tartarughe.

zecca dei rettili
 
Zecca dei rettili

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PARASSITOSI INTERNA

I parassiti più frequenti nelle tartarughe sono i cestodi (vermi lunghi e piatti che colonizzano i muscoli e l’apparato digerente), gli ossiuri (vermi cilindrici presenti nel tratto finale dell’intestino) e i flagellati (protozoi che possono anche risalire le via biliari). Le tartarughe allevate all’aperto convivono con questi indesiderati ospiti senza particolari problemi, tuttavia se la carica risultasse eccessiva le conseguenze potrebbero essere piuttosto gravi.
I parassiti intestinali possono esser responsabili di patologie epatiche, polmonari, gastroenteriche e  dell’ hexamitiasi.
Se gli animali si presentano apatici e inappetenti, il peso si mantiene stazionario o addirittura diminuisce, è consigliabile una visita dal veterinario che provvederà ad un esame delle feci e deciderà se sia il caso di intervenire con un’apposita terapia. In linea di massima un controllo periodico delle feci andrebbe comunque sempre effettuato (ogni uno-due anni), anche in assenza di sintomi evidenti.
Mai somministrare un vermifugo per cani o gatti alle tartarughe, potrebbe contenere sostanze chimiche tossiche per i rettili.

ossiuri

ossiuri

ossiuri

endoparassita

endoparassita

ascaride

ascaride

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GASTROENTERITI

Sono causate da batteri presenti a livello gastrico.
Una di queste potrebbe essere la salmonella che provoca feci molli con all’interno materiale indigesto, galleggiamento irregolare, calo di peso ed inappetenza.
È una malattia abbastanza contagiosa sia per altre tartarughe che convivono nella vasca, sia per l’uomo.
Anche se non tutte le diarree sono collegabili alla salmonellosi, è bene prendere precauzioni come l’utilizzo di guanti usa e getta per la manipolazione del rettile e lavarsi bene le mani se si è venuti a contatto con l’acqua della vasca.

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STOMATITI

È una patologia infettiva di origine batterica del cavo orale. Le cause che possono provocarla sono molteplici, ma tutte correlate a carenze immunitarie dell’animale; nei casi più gravi possono esser coinvolti, oltre al cavo orale, anche l’esofago, la trachea e i polmoni. Molto spesso la stomatite è causata dall’agente virale Herpes virus.
La patologia è caratterizzata da un deposito di materiale caseoso nella cavità orale con la comparsa di croste, piaghe e arrossamenti su lingua e gengive. È molto contagioso per le altre tartarughe e quindi bisogna isolare subito l’animale infetto e aumentare le norme igieniche.
I sintomi sono: salivazione eccessiva, rifiuto di nutrirsi, sbadigli frequenti, rigurgito e bocca quasi sempre aperta.
La patologia è fatale se non viene curata in tempo e in modo appropriato.
Contattare urgentemente il veterinario.

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COSTIPAZIONE GASTROINTESTINALE

Si tratta di un rallentamento dei normali processi di digestione, fino al loro completo arresto. Il cibo ingerito ristagna nell’apparato digerente, senza progredire, e con il tempo va soggetto a disidratazione diventando una massa dura e compatta, o anche a fermentazione, con produzione di gas e sviluppo di batteri dannosi.
Le cause che portano all’occlusione sono: ingestione di materiali non digeribili ( per esempio sassi ), alimentazione in prossimità dell’ibernazione, carenza di acqua da bere, presenza di calcoli al livello della cloaca, presenza di un gran quantitativo di parassiti intestinali.
I sintomi clinici sono: stitichezza, apatia, inappetenza, prolasso della cloaca, feci irregolari, diarrea emorragica, dimagrimento, rigurgito, arti posteriori paralizzati
Primo intervento: reidratazione per vie orali, bagni in acqua calda
Contattare il veterinario.

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DISTOCIA

Si tratta di una ritenzione delle uova o di difficoltà nel deporle.
La distocia è raro che si verifichi in esemplari allevati all’aperto e in condizioni naturali, mentre è comune nelle tartarughe allevate dentro casa in spazi limitati e in condizioni di allevamento non adeguate.
Le cause possono esser molteplici: una calcificazione irregolare delle uova, calcoli nell’ovidotto, malformazioni scheletriche o alla corazza o la mancanza di un luogo adeguate per la deposizione. Le uova ritenute possono anche provocare la morte dell’animale. Gli esemplari che accusano questo problema spesse volte smettono di alimentarsi, sono abbattuti, possono anche presentare (ma non sempre) una tumefazione a livello cloacale e tentano la fuga scavando o arrampicandosi, probabilmente cercando un posto per la deposizione.
L’unico metodo attendibile per determinare un’eventuale ritenzione delle uova è un esame radiografico. Se l’esito mostra una distocia il veterinario sarà in grado di valutare se occorre un intervento chirurgico o una terapia farmacologica.

Uovo causa distocia

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RITENZIONE DEGLI SCUTI

La ritenzione degli scuti riguarda essenzialmente le tartarughe acquatiche e consiste nella muta difficoltosa che riguarda in modo generale tutti gli scuti della corazza. In genere questo problema è causato soprattutto da condizioni e parametri d’allevamento non ottimali. Gli scuti vecchi restano attaccati alla corazza e favoriscono l’insorgere di patologie causate da batteri e funghi, come per esempio la necrosi del carapace sostenuta dai batteri chitinivori che causa ulcerazioni, oppure lo sfaldamento irregolare degli scuti.
Escludendo le patologie secondarie, non è riscontrabile alcun sintomo clinico sull’animale.
Primo intervento: esposizione dell’animale all’irradiazione di lampade riscaldanti e ad ultravioletti, integrazione di alimenti ricchi di calcio.
Contattare il veterinario in caso di peggioramenti.

ritenzione scuti

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HERPES VIRUS

È una patologia virale molto contagiosa, quindi è consigliato isolare l’animale colpito dagli altri individui.
È molto difficile da individuare: in genere l’esemplare infetto è soggetto a stomatite e alla comparsa di placche e di ulcerazioni tonde di medie-grandi dimensioni nella parte cutanea o nella corazza.
Non esiste una cura in grado di contrastare il virus, tuttavia con l’aiuto immediato di un veterinario e se l’animale è abbastanza robusto è possibile una lenta regressione della patologia, Resterà sempre nel corpo della tartaruga e si ripresenterà appena si avrà un'immunodepressione.

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PROLASSO DELLA CLOACA

Consiste nella fuoriuscita degli organi cloacali oltre l’orifizio naturale.
Le cause possono essere la presenza di calcoli, occlusioni intestinali, infezioni batteriche a livello intestinale o infezioni alla cloaca a causa di ripetuti accoppiamenti (cloacite)
Un’altra situazione simile che riguarda esemplari di sesso maschile è il prolasso del pene.
L’organo riproduttivo del maschio a volte esce dalla sede anatomica senza un apparente motivo; se non rientra spontaneamente potrebbe esser soggetto a lesioni a causa di oggetti d’arredamento o morsi da parte di altre tartarughe. Con l’infiammazione causata dalle lesioni il pene si presenta gonfio e diventa difficile alla tartaruga ricollocarlo nella sede cloacale.
In entrambi i casi è fondamentale mettere la tartaruga in un luogo pulito e privo di arredamento, mantenendo pulito il materiale prolassato.
Contattare urgentemente il veterinario.

cloacite

prolasso della cloaca

prolasso2

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INSUFFICIENZA RENALE

Mal funzionamento dei reni  che causa una ritenzione idrica nell’organismo.
Questa patologie può esser causata da infezioni ai reni o da un eccesso di proteine nell’alimentazione.
La patologia si presenta con un forte rigonfiamento nelle fosse prefemorali; nei casi più gravi il liquido in eccesso può trasudare dalla corazza causando un distaccamento degli scuti. Questa malattia può essere letale, tuttavia è curabile se presa in tempo.
Contattare urgentemente il veterinario

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LESIONI CUTANEE

Di solito per lesioni si intendono tagli, graffi ed escoriazioni. Le cause possono essere svariate: congelamento dei tessuti durante il letargo, morsi da parte di altri animali o da tartarughe nel periodo del corteggiamento, lesioni causate da tentavi di evasione, strofinamento delle parti molli su oggetti di arredamento poco adeguati. ecc.
Ripulire la ferita con acqua e disinfettare con tintura di iodio (se viene usata in massicce quantità l’animale sarà soggetto ad effetti collaterali quindi è opportuno valutare la gravità della ferita e contattare un veterinario). In caso di corpi estranei nella ferita, non rimuovere  per nessun motivo il corpo estraneo, limitarsi semplicemente a ripulire con acqua corrente e contattare urgentemente il veterinario. In caso di lesioni su tartarughe acquatiche, tenerle in luoghi asciutti per velocizzare il processo di cicatrizzazione e ricoprire la ferita con delle bende per evitare che si sporchi o si infetti. L’animale con lesioni gravi deve essere isolato in un ambiente pulito
Nel caso in cui le lesioni siano invase da larve di mosca è bene contattare il veterinario.

lesioni cutanee

Lesione cutanea testudo

infezione di una lesione cutanea

imfezione lesione cutanea

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TRAUMI ALLA CORAZZA

Per traumi alla corazza si intende fratture, lesioni e perdita di una o più parti del carapace e del piastrone. Le cause possono essere svariate: cadute, schiacciamenti a causa di incidenti stradali o a causa di cancelli automatici, falciatrici, tagliaerba, lesioni da accoppiamento, morsi di animali, ecc.
Tutti i traumi alla corazza, anche se di lieve entità, richiedono una visita veterinaria.
In caso di frattura e lesione, le tartarughe colpite devono essere immediatamente isolate ed alloggiate in un ambiente pulito. Pulire i residui intorno alla ferita (parte molto soggetta ad infezione ) con acqua tiepida, non utilizzare disinfettanti perché potrebbero penetrare all’interno della frattura intaccando gli organi, proteggere la frattura con delle bende.
Contattare urgentemente il veterinario.

Trauma da accoppiamento

Trauma da accoppiamento testudo

Trauma causato da roditore

Trauma da roditore testudo

Frattura del piastrone a seguito di una caduta

Frattura piastrone da caduta

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RIMOZIONE DI UN TUMORE SU TRACHEMYS SCRIPTA ELEGANS

Formazione tumorale sul collo.

tumore Trachemys

Incisione.

Incisione su trachemys

La massa tumorale estratta.

Tumore tartaruga estratto

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