IL LETARGO

Non tutte le specie terrestri vanno in letargo.

Le principali che lo fanno sono :

la Testudo Hermanni, la greca ibera , la marginata, la furculachelys e le Terrapene.


Premessa
tana letargo

Per andare in letargo una tartaruga deve essere in piena forma fisica.

Se tenuta in giardino, essa scaverà un buco e vi si interrerà.

Si consiglia anche di farle un letto di foglie secche o paglia, ma non di scavare un buco al posto suo!

La tartaruga dorme profondamente a temperature prossime i 5° C.

La durata del letargo non deve superare le 20 settimane e questo lasso di tempo va generalmente da metà novembre a metà marzo. (nelle foto ci sono due esempi di tane per il letargo).

 
tana letargo

Una tartaruga per svernare senza problemi deve avere l’intestino completamente vuoto e quindi solitamente essa rifiuterà il cibo per un periodo variabile da una a due settimane.

Se invece notate che l’animale ha assunto del cibo fino qualche giorno prima di andare in letargo allora non lasciate che si sotterri o comunque non riponetela nella apposite scatole, finche non si è liberata del cibo assunto.

 
bagnetto

Per facilitare tale evacuazione si consiglia anche un bagnetto tiepido(attorno ai 24° C).

Gli esemplari giovani vanno in letargo per un periodo più breve rispetto a quelli adulti.

Se si riscontrano dei problemi è meglio interrompere il loro letargo e quindi tirare fuori dal buco la tartaruga, cosa che non le provocherà problemi

 

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LETARGO CONTROLLATO

Qualora si decidesse di far andare in letargo una tartaruga in casa, il luogo prescelto deve avere una temperatura compresa tra i 5 e i 10°C (generalmente corrispondente a una cantina o una soffitta non riscaldate).

Si può quindi mettere la tartaruga in una scatola ampia di cartone o legno,adatta alle sue dimensioni.

Si riempie quindi la scatola di terriccio e di foglie secche e se necessario la si mette a sua volta all’interno di una scatola più grande per isolarla.

Se la temperatura supera gli 11° C si estrae la tartaruga dalla scatola e la si mette al sole.

Una tartaruga che sverna non resta ferma in un punto ma ha la tendenza a muoversi e a scavare in profondità o ad arrampicarsi in superficie.

Se le viene permesso di muoversi liberamente, c’è un grosso rischio che possa scavare attraverso il materiale isolante e quindi venire a contatto con la parete della scatola.

Questa zona è in teoria non protetta e quindi potrebbe andare facilmente incontro al congelamento e quindi alla morte. Anche per questo si consiglia ll’uso delle doppie scatole, specie se si impiegano quelle di cartone.

 

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LETARGO NEI FRIGORIFERI.

I frigoriferi possono offrire una temperatura stabile e precisa, l’ideale per i cheloni, che generalmente trovano ottimale una temperatura attorno ai 5 C, a seconda della specie. E’ necessario che i frigoriferi utilizzati per il letargo siano situati in stanze dove le temperature siano garantite sopra allo zero..

Consigliamo quindi di mettere il frigorifero in un ambiente la cui temperatura nonsia inferiore ai 10 C. Utilizzate un termometro minima-massima per controllare la stanza durante il periodo del letargo.

Ipiù adatti al letargo sono quelli cosiddetti “familiari” piuttosto che quelli “frigo-congelatore”. La grandezza dipende ovviamente da quante tartarughe volete far andare in letargo; per tartarughe di piccole dimensioni vanno bene quelli che si usano solitamente negli hotel, che peraltro sono fatti apposta per non raggiungere mai una temperatura inferiore allo zero.

Per contribuire alla stabilità delle temperature all’interno del frigorifero è preferibile introdurre più volume; il modo più semplice di farlo è riempire alcune bottiglie di 2 litri d’acqua, sigillarle e posizionarle negli spazi morti. Un’altra fonte di massa quando il frigorifero é utilizzato sono delle vere e proprie scatole per il letargo complete di substrato. Si possono riempire dei contenitori di plastica di quelli che si usano per il cibo o per il gelato di circa 30 x 30 x 10 cm con sabbia e terriccio. Posizionateli poi sul vassoio centrale del frigorifero; mettete quindi il termometro o la sonda sul substrato e controllate la temperatura nell’arco delle successive 48 ore.

Dovreste osservare un notevole aumento delle temperature durante questo test.

Esso rivela più accuratamente le temperature e gli sbalzi di temperatura che una tartaruga subisce nel corso del letargo.

Utilizzando i risultati di questo test effettuate tutti i cambiamenti necessari ad assicurare una temperatura di 5 C. Soltanto quando il frigorifero si dimostra in grado di mantenere costante quella temperatura con una variazione non superiore o inferiore a 1-2 gradi dovrebbe essere considerato adatto a un letargo salutare.

Come contenitori potete utilizzare scatole di cartone, di legno o di plastica Le scatole non dovrebbero essere troppo piccole in modo da permettere all’animale di muoversi un po’ al loro interno. I bordi dovrebbero essere abbastanza alti da evitare possibili fughe (sebbene si raccomanda fortemente di chiudere la scatola con un coperchio, se possibile). Un buon metodo è quello di utilizzare scatole in polietilene, di quelle che si usano per il cibo e forare il coperchio in parecchi punti in modo da favorire la ventilazione. L’unico scopo del coperchio è quello di evitare fughe, quindi si consiglia di fare più fori possibili nel coperchio.

Per le specie provenienti da ambienti aridi, un substrato secco è il più indicato; in genere si utilizza un misto di sabbia e terriccio, ma potete anche utilizzare della carta ridotta in piccoli pezzetti, sebbene i vantaggi di un suolo naturale sono molti come un adattamento più veloce dell’animale alla situazione.

Per le altre specie dei climi temperati, si consiglia un substrato composto da un terzo di sabbia, un terzo di torba e un terzo di terriccio di fagno umido.

Questo substrato non dovrebbe essere troppo profondo, ma solo il necessario da permettere all’animale di sotterrarsi. Questo prima di tutto aiuta a rendere più stabile la temperatura attorno all’animale e poi aiuta a prevenire l’eccessiva perdita di fluido attraverso la respirazione e la sudorazione dalla pelle.

L’umidità all’interno di un frigorifero può infatti calare molto in fretta ed è quindi meglio tenerla strettamente sotto controllo, soprattutto con quelle specie sensibili a questo fattore. Se diventa troppo bassa si può aggiungere una piccola bacinella con dell’acqua e del materiale spugnoso che può aiutare a restituire livelli accettabili di umidità.

In genere il tasso corretto di umidità per la maggior parte delle specie si aggira sul 50-60%, mentre per tartarughe come le Testudo Horsfieldii è del 40% o meno; le Terrapene tendono ad aver bisogno di RHper mantenere un livello di umidità pari al 65-75% o più.

 

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IL RISVEGLIO

 

Quando la temperatura ambientale inizia ad avvicinarsi ai 10 C, il metabolismo di una tartaruga comincia a riattivarsi in vista del risveglio.

Appena uscita dal letargo una tartaruga è debole, i globuli bianchi sono bassi ed è molto sensibile alle infezioni.

Ma se avrete seguito le nostre precedenti indicazioni, come la temperatura inizia a salire, dovreste sentire i primi movimenti all’interno della scatola.

A questo punto, invece di aspettare che la vostra tartaruga riaffiori da sola in superficie, dovreste spostare la scatola dalla sua postazione invernale e riporla vicino a una fonte di calore permettendole di riscaldarsi gradatamente.

Quindi offritele subito da bere; consigliamo di immergere la tartaruga in un contenitore adatto alle sue dimensioni, riempito con acqua tiepida di modo che la tartaruga sia immersa fino alle spalle.

L’importanza di far bere una tartaruga non deve essere sottovalutata.

Le tartarughe devono anche essere alloggiate in una ambiente caldo , la qual cosa è di vitale importanza poiché la temperatura serve a riattivare il loro sistema digestivo.

Una tartaruga nel giro di una settimana dal risveglio dovrebbe iniziare a nutrirsi regolarmente; se questo non avviene potrebbe trattarsi di un problema di salute o di allevamento.

C’è sempre un motivo che induce una tartaruga a rifiutarsi di mangiare e generalmente questo non è dovuta a una carenza vitaminica.

Una tartaruga rifiuta il cibo nonostante l’ambiente sia adeguato, illuminato e riscaldato correttamente significa che ha un problema e bisogna cercare di capire a cosa è dovuto rivolgendosi a un veterinario.

 

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ASSENZA DI LETARGO

Talvolta, per ragioni legate alla salute o perché l’animale è una specie tropicale, il letargo non è possibile..

Bisogna quindi tenere sveglia la tartaruga nutrendola tutto l’inverno.

Assicuratevi che le temperature siano adeguate e che cibo e luce siano disponibili in quantità e qualità sufficienti, non è difficile non far svernare una tartaruga.

Non potete far mangiare una tartaruga fornendole soltanto un ambiente caldo, pertanto evitate di farlo e costruitele invece un ternario con neon uvb e lampadina.

Anche i neonati non dovrebbero andare in letargo oppure se siete certi che godono di ottima salute allora sarà sufficiente un letargo di 6-10 settimane.

Un ultimo punto da evidenziare è il problema della disidratazione e questo può essere evitato lasciando sempre a disposizione delle tartarughe un contenitore con dell’acqua.

Nel paragrafo successivo illustreremo alcuni modo per incoraggiare la tartaruga a bere.

 

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