LETARGO TARTARUGHE ACQUATICHE & PALUSTRI
Le tartarughe sono condizionate dalla temperatura ambientale, per cui a determinate temperature sentono il bisogno di ibernare riducendo al minimo le funzioni metaboliche per consentire un minore dispendio di energie che altrimenti risulterebbe fatale. In base al loro areale di provenienza molte specie acquatiche esotiche per natura non ibernano perché abituate a climi caldi e tropicali è quindi consigliato informarsi sulla specie che allevate o che desiderate allevare per sapere come regolarsi. In caso di allevamento di specie esotiche che non ibernano dobbiamo evitare di far scendere le temperature utilizzando dei termoriscaldatori, facilmente reperibili in qualunque negozio di acquariologia. Questi strumenti ci consentono di riscaldare l’acqua fino ad arrivare a temperature ottimali. Inoltre la zona emersa deve essere sempre irradiata da raggi UV e da lampade riscaldanti che ci permettono di avere sulla parte asciutta una temperatura tra i 30 e i 32 gradi.
Per le specie che in natura ibernano, è consigliato fare effettuare il letargo ad esemplari sani, adulti e sub-adulti; è sconsigliato far ibernare esemplari malati, feriti o debilitati in quanto troppo deboli per affrontarlo.
Il letargo può essere effettuato all’esterno in un laghetto o in vasche utilizzate per l’occasione, oppure può essere effettuato un letargo controllato in un luogo interno non riscaldato.
In caso si allevino specie autoctone o Nord-americane il letargo può essere effettuato in un laghetto o in una vasca esterna. Verso gli inizi di novembre le tartarughe manifesteranno un certo torpore e inappetenza; questi sintomi sono del tutto normali nella fase che precede il letargo.
Per far trascorrere alle nostre tartarughe un buon letargo si devono rispettare alcuni principi basilari: le sistemazioni devono essere provviste di un sub-strato formato da sabbia di fiume o terriccio per uno spessore di circa 15-20 cm mentre il livello dell’acqua all’interno della vasca o del laghetto deve essere almeno di 60 cm. Ricordate inoltre di controllare la superficie della struttura quotidianamente: se si formerà del ghiaccio è bene romperlo. Con queste precauzioni la temperatura minima che si riscontra nel fondo della struttura sarà di 4° C, anche se all’esterno ci saranno -20° C. Verso gli inizi di marzo vedremo le nostre tartarughe molto più attive, impegnate a sfruttare le zone emerse per prendere i primi raggi di sole, E’ consigliato controllare gli animali subito dopo il risveglio per accertarsi che non vi siano patologie. Entro pochi giorni dal risveglio le tartarughe faranno notare un certo appetito. Durante l’ibernazione molte specie originarie delle regioni temperate possono seppellirsi nel fondo sabbioso o fangoso e sopravvivere per due o tre mesi senza emergere per respirare, questo è dovuto alla capacità di rallentare il sistema metabolico e cardiaco, ma anche a stupefacenti sistemi alternativi alla respirazione di alcune che le permettono di accentuare la resistenza in immersione. Alcune specie hanno una faringe ricoperta da una mucosa vascolarizzata che permette uno scambio gassoso favorendo una notevole ossigenazione del sangue, altre specie, invece, presentano all’interno della cloaca due introflessioni capillarizzate che vengono utilizzate allo stesso modo.
Il letargo controllato si effettua utilizzando dei contenitori riempiti d’acqua in quantità sufficiente per ricoprirne il carapace. La vasca verrà quindi posizionata in un luogo non riscaldato, per esempio un garage, una cantina o una soffitta. Le temperature per una buona ibernazione non devono essere inferiori ai 4°C né superiori ai 10°C; con queste temperature, infatti, gli animali riducono al minimo il loro metabolismo. Una volta al mese inoltre è opportuno controllare e pesare gli animali; se si riscontra un calo di peso eccessivo oppure patologie è consigliato svegliare l’animale dalla latenza alzando le temperature in modo graduale. Il letargo durerà dai 2 ai 4 mesi; dopo questo periodo di tempo è consigliato trasferire i proprio animali nelle loro sistemazioni definitive alzando gradualmente la temperatura. Dopo un breve periodo di adattamento le tartarughe potranno essere nutrite regolarmente. E’ rigorosamente sconsigliato fare ibernare le tartarughe dentro casa o in luoghi riscaldati: le temperature non sono ottimali né per passare regolarmente il letargo né per rimanere attive. In questo caso le tartarughe bloccheranno in parte il metabolismo corporeo facendo notare una certa inappetenza, però le temperature troppo elevate non permetteranno all’animale di entrare in ibernazione rischiando che consumi le sue riserve energetiche, passando poi alle energie muscolari ed infine morirà d’inedia. Per monitorare al meglio le temperature possiamo munirci di un comune termometro.
Molte specie non effettuano un vero e proprio letargo, ma un breve periodo di riposo a temperature comprese tra i 10 e i 15 °C per circa 6 o 8 settimane; questo periodo è chiamato “brumazione”.
Questa sorta di latenza viene consigliata per stimolare la riproduzione degli individui, ma in genere molti la sconsigliano.



