ALLEVAMENTO TARTARUGHE TERRESTRI ESOTICHE

Le tartarughe terrestri esotiche in natura hanno a disposizione vasti spazi, per cui anche in cattività è importante rispettare almeno alcuni parametri minimi. Se si possiedono vari esemplari in uno stesso terrario, bisogna organizzare dei rifugi dove possano ripararsi e andare a dormire; in caso si trattasse di esemplari adulti, è meglio dividere i maschi dalle femmine. Se invece si tratta di tartarughe giovani allora generalmente non ci sono problemi di coabitazione, tuttavia è meglio tenere separata una specie dall’altra per evitare la trasmissione di alcune malattie. Non dobbiamo dimenticare che questa scheda illustra parametri di allevamento generici, ma ogni specie ha esigenze diverse riguardante gli spazi, l’ambiente, le temperature, l’umidità, ecc.
La dimensione del terrario deve essere proporzionale all’esemplare che abbiamo intenzione di acquistare, quindi è buona regola informarsi sulle modalità di allevamento prima di intraprendere la costruzione di un terrario. Le misure devono essere tali da lasciar vivere l’animale nelle condizioni più naturali possibili.
Un terrario deve essere necessariamente ben ventilato ma nello stesso tempo riscaldato, e deve comprendere una zona più calda ed una più fredda.
Si consiglia quindi di collocare una lampada da 40 o da 60 W (a seconda delle dimensioni del terrario) posta in un angolo di modo che i raggi scalderanno maggiormente la zona circostante mentre l’altra estremità resterà più fresca. Il nostro scopo è quello di ottenere una varietà di temperature e di avere nel terrario una zona dove la temperatura arrivi fino a 32°C, chiamata zona calda, un’area dove la temperatura scenda fino a 22°C, chiamata zona fresca e aree con temperature intermedie, in questo modo la tartaruga potrà autoregolarsi con facilità e decidere dove preferisce stare. Serviranno due termometri posizionati al suolo ai lati del terrario, uno che misuri la zona calda e l’altro quella fresca.
Esistono vari modi per riscaldare un terrario: cavetti o tappetini riscaldanti, lampade, rocce riscaldanti, ma i risultati migliori si ottengono utilizzando lampade riscaldanti per il semplice motivo che meglio simulano il calore irradiato dal sole. Esistono vari modelli di lampade che possiamo utilizzare: dei semplici spot, lampade di ceramica, a vapori di mercurio, ad incandescenza, faretti, ecc.
E’ inoltre indispensabile collocare una o più lampade UVB-UVA (tubi fluorescenti o lampade compatte) che permettono alle tartarughe di assimilare la vitamina D3, indispensabile per la loro crescita e per assorbire il calcio. Queste lampade non devono essere schermate in alcun modo, poiché i raggi ultravioletti vengono filtrati da vetro, plastica e plexiglas. Le lampade ad ultravioletti devono inoltre essere posizionate a breve distanza dal suolo e per una maggiore funzionalità, devono essere provviste di riflettore. Vanno cambiate regolarmente, circa una o due volte all’anno a seconda della lampada che abbiamo scelto di utilizzare, perché si esauriscono rapidamente.
Si consiglia di tenere accese le lampade durante la giornata per circa 8-10 ore. Per quanto riguarda il riscaldamento notturno, questo non deve essere fornito da lampade che emettono luminosità in quanto andremmo a disturbare e stressare l’animale; per questo motivo sono consigliate le lampade di ceramica, che forniscono calore senza emettere luce o per un riscaldamento notturno è possibile utilizzare anche dei tappetini riscaldanti.
Di notte è consigliabile creare un’escursione termica cercando di non scendere al di sotto dei 22°C.
Il sub-strato può variare a seconda dell’origine della vostra tartaruga, ma deve sempre rispettare alcuni principi: non deve essere tossico, deve essere di dimensioni tali da non essere ingerito, non deve essere abrasivo e soprattutto deve essere igienico e facile da sostituire. Per le specie che provengono da un ambiente desertico deve essere duro e compatto. Possiamo utilizzare in questo caso comune terra di campo, creta, trucioli di legno o fieno. Per le specie provenienti da un ambiente umido si può utilizzare muschio umido (da sostituire completamente ogni due mesi), fibra di cocco, corteccia o torba di sfagno.
L’igiene è un punto molto importante per la gestione del terrario, in quanto germi e batteri proliferano più rapidamente in spazi ristretti.
Gli elementi di arredo, oltre a migliorare l’aspetto estetico, aiutano a ricreare un ambiente naturale ai fini dell’allevamento: piante come l’Acorus, l’Aucuba, la Chamaedorea, la Dracena e il Pittosporum, oltre a fornire umidità al terrario possono essere utilizzate come nascondigli; altri materiali, come tronchi o rocce, possono offrire degli utili rifugi. Infine è importante l’utilizzo di contenitori per l’acqua: devono essere bassi in modo da essere facilmente accessibili, devono essere larghi in modo da permettere all’animale di immergersi completamente. L’acqua andrà sostituita quotidianamente.






