Allestimento terracquario
Di seguito troverete tutte le informazioni necessarie per la costruzione di questa struttura importantissima per specie con abitudini sia terrestri che acquatiche.
Prima di iniziare le brevi spiegazioni alle illustrazioni sotto riportate, cerchiamo di dare una definizione di terracquario. Come si ben sa esistono varie strutture che possiamo utilizzare basandoci sulle abitudini delle tartarughe che andremmo ad allevare, una di queste è il terracquario: è caratterizzato da un ampia zona emersa che comprendere anche il 60% della superficie dell’intera struttura, questa tipologia di allevamento è consigliata a specie poco abili nel nuoto o con abitudini sia acquatiche che terrestri.
Per un allevamento adeguato mi sono procurato un semplice acquario artigianale 80 x 40 x 40 e ho fatto siliconare una lastra di vetro in posizione obliqua. Ovviamente il tutto è stato creato a tenuta stagna in modo che posso facilmente dividere la parte emersa da quella acquatica.
Nella zona emersa ho posizionato un sottile strato di argilla espansa, questa mi permetterà, con l’aiuto di un semplice tubo, di rimuovere con facilità eventuale acqua che si andrà a ristagnare depositandosi sul fondo del sub-strato.
La scelta del sub-strato che andremmo ad utilizzare è molto importante. Un buon sub-strato permette di mantenere ottimale il valore di umidità. Per questa struttura ho utilizzato della torba di sfagno, consigliati sono anche la fibra di cocco, corteccia, vermiculite o sabbia di fiume. Per quanto riguarda il sub-strato nella parte acquatica ho preferito non utilizzare nulla per due motivi: Il primo è, che la specie che andrò ad allevarvi non ne ha prettamente bisogno secondo le proprie abitudini, il secondo è, per facilitarmi le opere di pulizia della parte acquatica.
Quando avremmo posizionato adeguatamente il sub-strato si passa all’arredamento. Molte volte questa parola viene associata al fattore estetico, consiglio pertanto per il benessere dell’animale di arredare la struttura in modo funzionale che il più delle volte questo significa pregiudicare l’estetica della struttura. In questo caso ho utilizzato una grossa pianta di pothos che oltre ad esser commestibile mi permette di aumentare ulteriormente il valore di umidità grazie all’innaffiatura quotidiana. I sassi aiutano a mantenere in parte pulita la zona acquatica evitando che la tartaruga possa portarsi dentro grosse quantità di sub-strato. In un angolo della struttura ho ricreato una zona rifugio posizionato alla base muschio, foglie secche e fieno. Gli oggetti di arredamento devono essere sterilizzati prima di posizionarli nella struttura per eliminare eventuali agenti patogeni.
Terminato l’arredamento si passa alla parte strumentale della struttura. Nel mio caso ho adoperato:
- Lampada compatta ai raggi UVA - UVB, questa viene posizionata nella zona emersa: oltre a fornire l’illuminazione della struttura permette l’irradiazione ultravioletta che serve per l’assimilazione del calcio sulle ossa e sulla corazza
- Lampada di ceramica: fornisce calore alla zona emersa, non emette luce propria, proprio per questo è consigliata per il riscaldamento notturno di esemplari esotici nel periodo invernale.
- Termo riscaldatore: Questo strumento consente di riscaldare l’acqua portandola a temperature ottimali di allevamento. E’ importante scegliere un wattaggio adeguato alle dimensioni della vasca. Il termo riscaldatore può essere rimosso dall’acquario o spento nella stagione primaverile, in questo periodo il clima consente di avere condizioni favorevoli anche senza l’utilizzo di questo strumento.
- Motorino con filtro interno: Permette di filtrare l’acqua dal materiale organico che rilascia la tartaruga quando si ciba o quando deefeca riducendo così i cambi totali dell’acqua. Per la struttura che ho utilizzato mi sono basato solo al filtraggio meccanico poiché la quantità di acqua che verrà filtrata è generalmente poca.
Tutti gli strumenti che ho sopra menzionato comprendono il minimo della dotazione di un terracquario.
Ed ecco il risultato finale:


